Martedì, 28 Luglio 2026

Ex Ilva, Fiom attacca il Governo: “I lavoratori non paghino errori e ritardi”

La vertenza ex Ilva torna al centro del confronto politico e sindacale in un momento particolarmente delicato. È previsto per oggi a Palazzo Chigi un incontro richiesto con forza dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, pronte ad auto-convocarsi in assenza di una risposta da parte dell’esecutivo.

Un vertice che assume un peso straordinario alla luce del recente decreto della Corte d’Appello di Milano, che impone entro 90 giorni lo stop dell’area a caldo dello stabilimento, consentendone la riattivazione solo dopo la completa rimozione dell’amianto e l’adozione di misure efficaci per l’abbattimento delle polveri sottili.

Una decisione che, secondo la Fiom-Cgil, evidenzia tutte le criticità irrisolte e l’inefficacia dell’azione governativa. «Da tempo denunciamo l’insufficienza delle risorse destinate alla messa in sicurezza degli impianti e alla tutela ambientale», sottolinea il segretario generale della Fiom-Cgil di Taranto, Francesco Brigati. Le stesse problematiche, ricorda il sindacato, erano già state segnalate nelle osservazioni sull’AIA, richiamate anche nel provvedimento della Corte.

Nel mirino della Fiom non c’è solo l’attuale esecutivo, ma l’intera gestione della vicenda negli ultimi anni. «I governi che si sono succeduti – afferma Brigati – hanno agito con decreti d’urgenza senza mai programmare una vera transizione ecologica e sociale». Una posizione che il sindacato sostiene fin dal 2012, anno del sequestro preventivo degli impianti, quando già si evidenziava l’assenza di prospettive senza un cambio radicale del ciclo produttivo.

Intanto, dal Consiglio dei Ministri arrivano segnali di continuità: secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sono stati sbloccati ulteriori 100 milioni di euro del prestito ponte, necessari a proseguire la trattativa con il gruppo Jindal. Un passaggio che, per la Fiom, rischia di non incidere realmente sulla gravità della situazione.

«Si va avanti come se nulla fosse accaduto – accusa Brigati – senza comprendere la portata di una crisi che coinvolge migliaia di lavoratori tra Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in AS e l’indotto».

Il sindacato ribadisce con forza un principio: i lavoratori non devono pagare il prezzo delle scelte politiche e industriali del passato. «Non hanno alcuna responsabilità – sottolinea Brigati – e non possono essere il capro espiatorio di errori accumulati negli anni».

Infine, il richiamo alla Costituzione e alla necessità di superare una contrapposizione che ha segnato profondamente la città di Taranto. «Mettere lavoro e salute uno contro l’altro è un errore grave. È tempo di dare risposte concrete ai lavoratori e al territorio».

La Fiom annuncia mobilitazioni, ribadendo l’obiettivo di una vera transizione ecologica e sociale che garantisca, al tempo stesso, occupazione e tutela della salute.