L’arcivescovo Miniero si appella all’unità della città. “Serve una legge speciale per Taranto”
“Abbiamo chiesto salute e siamo stati ignorati. Abbiamo chiesto lavoro e lo stiamo perdendo. Il mio appello è quello di non continuare a dividerci. Faremmo il gioco di chi per anni ha solo usato Taranto”. L’appello accorato all’unità arriva dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero. “Uniamoci per rivendicare con forza uno sviluppo diverso – prosegue mons. Miniero – che abbia come fondamento l’ecologia integrale che papa Francesco ci ha insegnato a conoscere. Non si può più produrre acciaio come nel ‘900, non ci si può ammalare e morire per l’acciaio, non si può tenere in ostaggio una comunità. Il siderurgico ha portato ricchezza ma è costato tanto alla città, ed è tempo di risarcirla”. L’arcivescovo ribadisce le richieste. “Prospettive lavorative alternative e una legge speciale per Taranto che da decenni nonostante la sua strategicità, è in fondo alle classifiche per qualità della vita e vede partire i suoi giovani in cerca di prospettive migliori. Restiamo vicini agli operai giustamente preoccupati per il loro salario – sottolinea mons. Miniero – ed essi siano vicini a una città esausta per le rivendicazioni ignorate. Alla politica chiediamo insieme chiarezza e lungimiranza, visione dopo decenni di sottovalutazioni”.


